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Come vede un ipermetrope? Tutti i sintomi

Come vede un ipermetrope

L'ipermetropia è un difetto visivo molto comune ma non per questo fra i più conosciuti. Anzi, gli stessi ipermetropi delle volte fanno fatica a capire effettivamente in cosa consiste il loro problema e tanti non sanno nemmeno di averlo!

Come vede un ipermetrope? Quali sono i sintomi che accusa? Perché è il difetto visivo più subdolo di tutti? Diamo risposta a tutte queste domande.

 

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L'ipermetropia in breve

Un occhio si dice ipermetrope quando il punto di messa a fuoco delle immagini non si forma sulla retina ma oltre di essa. Questa condizione si può verificare per due cause specifiche che però non si escludono l’un l’altra.

Si parla di ipermetropia corneale nel caso in cui la principale responsabile della formazione delle immagini oltre la retina sia la curvatura della cornea, la calotta trasparente che ricopre iride e pupilla. Una cornea piatta comporta una minore convergenza dei raggi luminosi che la oltrepassano e che quindi andranno a focalizzarsi dopo la retina.

Se invece la curvatura della cornea è nella norma ma la lunghezza assiale dell'occhio è troppo corta si è in condizione di ipermetropia assiale.

 

Quali sono i sintomi dell’ipermetropia?

Visione sfuocata

Se il punto focale non cade precisamente sulla retina i fotorecettori non riescono a trasportare al cervello dati di qualità. Di conseguenza la visione risulta sfuocata e, nel caso dell'ipermetrope, tale sintomo dovrebbe essere più accentuato nella visione da vicino. Infatti più avviciniamo un'immagine più il suo punto di messa a fuoco tende ad allontanarsi dalla retina.

Tuttavia spesso i soggetti giovani non lamentano nessun problema alla visione e l'ipermetropia rimane inosservata anche fino ai 30 o 40 anni. Come mai? Il motivo è da ricercare nel processo di accomodazione grazie al quale è possibile mettere a fuoco le immagini vicine, mascherando lo sfuocamento dovuto all'ipermetropia. Oltre l'iride e la pupilla è presente una lente chiamata cristallino che ha la capacità di contrarsi e aumentare il potere refrattivo dell'occhio di modo da far ricadere sulla retina il punto focale derivante da oggetti a media e breve distanza.

Quando il cristallino non riesce a compensare l'ipermetropia, perchè l'entità è troppo elevata o perché sta invecchiando (e quindi inizia a subentrare la presbiopia), allora lo sfuocamento delle immagini, sia da lontano che da vicino, sarà evidente.

Mal di testa

Il mantenimento prolungato della contrazione del cristallino non è certo un processo che avviene senza dispendio di energia. Lo sforzo a cui il sistema visivo è sottoposto aumenta durante la visione di oggetti ravvicinati. Di conseguenza, ore passate a leggere o a guardare il monitor di un computer tendono a causare nell'ipermetrope l'insorgenza di forti e fastidiosi mal di testa.

Questo sintomo viene spesso scambiato per una manifestazione legata a stanchezza e stress; per questo non viene mai collegato immediatamente a un problema di vista, specialmente qualora non ci sia sfuocamento delle immagini.

Sdoppiamento delle immagini e strabismo

Specialmente nei bambini molto ipermetropi lo sforzo accomodativo compiuto dal cristallino può portare all'apparizione di strabismo convergente. In queste situazioni la diagnosi e la correzione dell'ipermetropia sono cruciali per il corretto sviluppo delle funzionalità visive.

Nei soggetti adolescenti e adulti, invece, gli occhi tendono a non manifestare deviazioni, ma dopo ore di lettura può capitare che queste persone lamentino uno sdoppiamento intermittente delle immagini e la sensazione che le parole scritte si accavallino.

 

Come capire se sei ipermetrope

Anche se può non manifestarsi fino all'età adulta, l'ipermetropia è presente fin dalla nascita. Se ti sembra di accusare i sintomi di cui hai letto in questo articolo, il modo migliore di scoprire se sei ipermetrope o no è sicuramente quello di recarti da un professionista della visione per un controllo completo e accurato della vista.

Esistono anche dei test da poter eseguire comodamente a casa e che saranno in grado di fare una prima “autodiagnosi” differenziale tra i vari difetti visivi possibili. In questi casi ricorda che il responso non sostituisce un vero controllo della vista e che non fornisce indicazioni sulla correzione da adottare, ma è un buon punto di partenza.

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